Il 19 dicembre 2024, Save the Children e l'UNHCR hanno presentato i risultati di un'importante mappatura riguardante le procedure di accertamento dell'età, tutela volontaria e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA). Questa iniziativa segna il terzo anno di collaborazione tra le due organizzazioni nell'ambito del progetto "Voluntary Guardianship, Age Assessment, and Psychological Support: Steps Beyond", volto a migliorare il sistema di protezione per questi giovani vulnerabili.
La ricerca ha coinvolto l'ascolto diretto dei minori, l'analisi di documenti rilevanti e la consultazione di attori chiave come istituzioni, organizzazioni del terzo settore e internazionali. L'obiettivo era quello di tracciare un quadro dettagliato dello stato attuale delle procedure di identificazione, accertamento dell'età e tutela volontaria, evidenziando le sfide, le opportunità e le buone prassi esistenti.
Nel biennio 2023/2024, sono stati osservati cambiamenti significativi nelle pratiche relative ai minori stranieri non accompagnati, anche alla luce delle recenti modifiche normative. Particolare attenzione è stata rivolta alle regioni italiane che rappresentano i principali punti di ingresso per questi minori, come le coste siciliane a sud e il confine del Friuli-Venezia Giulia a nord. I risultati della mappatura hanno permesso di formulare raccomandazioni rivolte agli attori istituzionali per migliorare la protezione e il rispetto dei diritti dei minori, in linea con la legislazione nazionale, inclusa la Legge 47 del 2017.
Tuttavia, sono emerse criticità significative. Tra queste, la possibilità introdotta dal decreto-legge 133/2023 di collocare i minori ultra-sedicenni in strutture per adulti, sollevando preoccupazioni circa la conformità agli standard internazionali e il rispetto del superiore interesse del minore. Inoltre, nonostante l'esistenza di un Protocollo nazionale dal 2020, persistono pratiche disomogenee nell'accertamento dell'età in alcune regioni, con l'uso di tecniche invasive che possono portare a errori e violazioni dei diritti dei minorenni.
Un'altra problematica rilevata è la carenza di tutori volontari in regioni come il Friuli-Venezia Giulia e la Sicilia, che porta a un sovraccarico dei tutori esistenti e a una disomogeneità territoriale nell'accesso alla tutela. Le aree lontane dai capoluoghi sono particolarmente colpite da questa mancanza. Ostacoli burocratici come difficoltà nell'accesso ai rimborsi spese e permessi lavorativi aggravano ulteriormente la situazione, scoraggiando i potenziali tutori volontari.
Nonostante queste sfide, un aspetto positivo emerso verso la fine della mappatura è stato l'adozione del DPCM n. 98, che regola il colloquio iniziale del minore straniero non accompagnato al momento dell'ingresso nelle strutture di prima accoglienza. Questo sviluppo promette di essere un passo avanti significativo nella gestione e protezione dei minori stranieri non accompagnati in Italia.