La recente sentenza del Consiglio di Stato del 20 settembre 2024 ha segnato un punto di svolta significativo nella gestione delle procedure di emersione degli stranieri in Italia, condannando i ritardi e l'inefficienza sistematica del Ministero dell'Interno e della Prefettura di Milano. Questo giudizio ha accolto il ricorso presentato da oltre un centinaio di persone straniere e associazioni, sancendo un precedente importante in materia di immigrazione.
La procedura di emersione, prevista dal decreto legge n. 34/2020 e convertita in legge n. 77/2020, mirava a regolarizzare i lavoratori stranieri impiegati nei settori agricolo e domestico. Tuttavia, i ritardi nella gestione delle domande sono stati tali da richiedere un intervento legale. A marzo 2022, su 25.900 domande ricevute dalla Prefettura di Milano nell'estate del 2020, solo il 21% risultava definito.
Le associazioni ASGI, Oxfam, CILD, Spazi Circolari e Naga, insieme a numerosi cittadini stranieri e datori di lavoro, hanno intrapreso un'azione collettiva contro questi ritardi. Il TAR Lombardia, con la sentenza del 4 dicembre 2023, ha accolto integralmente questa azione, sottolineando come la mancata conclusione dei procedimenti entro i termini previsti violasse i diritti dei ricorrenti.
Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del TAR Lombardia, ribadendo che il termine massimo per concludere i procedimenti amministrativi in materia di immigrazione è di 180 giorni. I giudici hanno evidenziato come il ritardo delle amministrazioni fosse grave e sistematico, trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di mala gestione amministrativa.
Questa sentenza non solo rafforza il ruolo delle azioni collettive come strumento di advocacy per la società civile, ma sottolinea anche l'importanza di rispettare i tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi. Il Consiglio di Stato ha chiarito che l'inefficienza non può essere giustificata da difficoltà operative, soprattutto quando sono disponibili risorse adeguate.
La decisione rappresenta un monito per la pubblica amministrazione affinché i diritti degli stranieri siano tutelati e le procedure amministrative siano gestite con efficienza ed efficacia. Le azioni collettive si confermano così uno strumento cruciale per garantire il rispetto dei diritti umani e il corretto funzionamento della pubblica amministrazione.