L’Italia è tra i Paesi europei più coinvolti nei flussi migratori irregolari, sia via mare che via terra. Nel solo territorio di Siracusa, nel 2025, si è registrato l’arrivo di 3.426 migranti di cui 509 MSNA, a seguito di ben 26 eventi SAR, 12 sbarchi autonomi e 72 trasferimenti da altre province (prevalentemente da Lampedusa AG).
Questi flussi includono sempre più spesso persone in condizioni di vulnerabilità. La normativa italiana (D. Lgs. 142/2015) definisce tali categorie, comprendendo minori, persone con disabilità, vittime di violenza o tratta, e altri soggetti fragili, e stabilisce che i servizi di accoglienza devono tener conto delle loro esigenze specifiche.
Per migliorare la gestione di queste situazioni, il DLCI ha istituito un Gruppo di Lavoro sulle vulnerabilità con l’obiettivo di creare un approccio uniforme nell’identificazione, assistenza e presa in carico delle persone vulnerabili fin dal loro arrivo e durante tutto il percorso di accoglienza e protezione.
Dal confronto tra gli operatori è emerso che esistono già molte buone pratiche, ma spesso non sono diffuse o replicate a livello nazionale. Per questo, il Gruppo di Lavoro ha voluto valorizzare ciò che funziona già, rendendo le procedure più uniformi ed efficaci a tutela delle persone vulnerabili, mediante l’elaborazione di un “Vademecum” operativo, con l’obiettivo di uniformare procedure e strumenti lungo tutte le fasi dell’accoglienza, in coerenza con le normative vigenti e con particolare attenzione alle categorie vulnerabili.
Il documento tiene conto degli strumenti operativi già esistenti, in particolare delle linee guida per la gestione degli hotspot e dei luoghi di sbarco, create per rendere più organizzate le procedure di accoglienza.
Un tema centrale emerso dal Gruppo di Lavoro ha riguardato la raccolta e la trasmissione delle informazioni sulle vulnerabilità: è fondamentale identificarle tempestivamente e condividere i dati in modo uniforme fin dalle prime fasi (come lo sbarco), evitando dispersioni. Un sistema efficace e rispettoso della privacy consente di prevenire duplicazioni degli interventi e di attivare rapidamente servizi adeguati e coordinati.
Lo scambio di informazioni è inoltre essenziale per gestire correttamente sia l’assegnazione alle strutture di accoglienza sia le procedure di protezione internazionale.
Tale attenzione implica la costruzione di un sistema di governance articolato, fondato sulla definizione di Procedure Operative Standard (SOP) a livello locale, in attuazione del Vademecum elaborato dal Gruppo di Lavoro ministeriale.
In questa prospettiva, anche la Prefettura di Siracusa, a seguito del CTI del 15 giugno 2025, ha avviato un percorso strutturato di elaborazione e redazione delle procedure, con il supporto dell'Associazione My Lawyer, partner del progetto FAMI 1017 S.I.RA.C.U.S.A., di ONG specializzate e il coinvolgimento di tutti gli stakeholder territoriali, con particolare riferimento ad alcune specifiche condizioni di vulnerabilità.
Sono stati pertanto istituiti tavoli di lavoro tematici articolati in tre ambiti principali:
-
violenza di genere e tratta; -
minori stranieri non accompagnati; -
disagio psico-fisico.
All’esito dei lavori dei singoli focus group e del successivo lavoro di sintesi, è stato elaborato il documento presentato oggi all'Urban Center di Siracusa da S.E. il Prefetto Dott.ssa Chiara Armenia, che recepisce e declina operativamente il Vademecum per l’individuazione, il referral e la presa in carico delle persone vulnerabili nel territorio di Siracusa, definendo procedure condivise tra tutti gli attori locali impegnati nell’accoglienza dei migranti.
L’obiettivo è garantire interventi coordinati, tempestivi ed efficaci a favore delle persone in condizione di vulnerabilità, in coerenza con la normativa vigente e con il Patto sulla Migrazione e l’Asilo del 2024, che entrerà pienamente in vigore nel prossimo mese di giugno.
La Prefettura continuerà a svolgere un ruolo centrale di coordinamento, promuovendo momenti di confronto e assicurando l’aggiornamento periodico delle procedure. Al contempo, tutti gli operatori del settore sono chiamati a conoscere il documento e a partecipare alle attività formative che saranno progressivamente attivate.
L’individuazione delle vulnerabilità si configura come un processo continuo, che accompagna tutte le fasi del sistema di accoglienza e coinvolge una pluralità di soggetti. Le attività devono essere svolte nel pieno rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, garantendo al contempo una comunicazione efficace, tempestiva e sicura delle informazioni, nonché il ricorso alla mediazione linguistico-culturale in contesti adeguati e rispettosi della persona.
Scarica il documento
https://drive.google.com/file/d/1fQe-WWc-HKkpYPYGKgPPUIpB-qEn9Vza/view?usp=sharing
