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04 gennaio 2025

Flusso di Migranti nel Mediterraneo Centrale nel 2024

Analisi del flusso migratorio nel Mediterraneo centrale nel corso del 2024, con un focus sulle nazionalità prevalenti e sui morti in mare.

Nel corso del 2024, il Mediterraneo centrale ha visto un significativo flusso di arrivi via mare verso le coste italiane, con oltre 66.300 persone che hanno intrapreso questo pericoloso viaggio. Questo dato rappresenta una diminuzione del 58% rispetto all'anno precedente, evidenziando un calo rilevante nel numero di migranti che attraversano il mare in cerca di sicurezza e opportunità.

Il mese di dicembre ha registrato 2.780 sbarchi, un calo del 66% rispetto a novembre, quando erano stati contati 8.124 arrivi. Le persone sbarcate in Italia provengono principalmente da Libia, Tunisia e Turchia, con la Libia che continua a essere il principale punto di partenza, rappresentando circa l'89% degli arrivi di dicembre. La maggior parte dei migranti è approdata a Lampedusa, mentre altri porti di sbarco hanno incluso Ravenna, Pozzallo, Ortona, Reggio di Calabria, Porto Empedocle, Taranto e Ancona.

Analizzando le nazionalità prevalenti tra i nuovi arrivati nel 2024, si osserva una predominanza di persone provenienti dal Bangladesh (21%), seguite da Siria (19%), Tunisia (12%), Egitto (6%), Guinea (5%), Pakistan (5%), Sudan (3%), Eritrea (3%), Mali (3%) e Gambia (2%).

Purtroppo, il viaggio non è privo di rischi. Nel mese di dicembre sono stati segnalati due tragici naufragi. Nel primo incidente, una bambina ivoriana è stata l'unica sopravvissuta su una barca che trasportava circa 45 persone, partita da Sfax in Tunisia. Nel secondo naufragio, avvenuto l'ultimo giorno dell'anno, sette sopravvissuti sono stati salvati a Lampedusa dopo che la loro imbarcazione era partita da Zuwara in Libia con circa 30 persone a bordo. Il Mare nostrum continua a essere un enorme cimitero, nel 2024, più di 2 mila persone migranti sono morte o disperse cercando di raggiungere le coste dell’Ue. La maggior parte, sulla rotta che dalle spiagge tunisine e libiche punta verso i mari italiani.

Nel 2024 l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) certifica finora la riduzione del 59 per cento degli arrivi irregolari dal Mediterraneo centrale rispetto all’anno precedente, i dati raccolti dal Missing Migrants Project dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom) raccontano di un tasso di mortalità in crescita. A 62 mila ingressi irregolari corrispondono 1.695 morti o dispersi. Per ogni cento persone migranti che ce l’hanno fatta, quasi tre non sono mai arrivati. Considerando anche le rotte del Mediterraneo orientale ed occidentale, nel 2024 l’Iom ha documentato 2.279 vittime o dispersi nel viaggio verso l’Europa.

Negli ultimi dieci anni, sono 31.184. Il picco nel 2016, quando secondo il Missing Migrants Project le vittime del Mediterraneo furono 5.136. Negli ultimi anni, il numero di morti e dispersi si è stabilizzato: 2.048 nel 2021, 2.411 nel 2022, 3.155 nel 2023, 2.279 nell’anno appena concluso. Tra loro, 112 minori.

Da quest’ultimo dato ha preso le mosse la denuncia della Coordinatrice speciale Unicef per la risposta ai rifugiati e ai migranti in Europa, Regina De Dominicis, che in un comunicato ha sottolineato che tra le 2.200 persone migranti morte in mare nel 2024 “ci sono centinaia di bambini, che costituiscono uno su cinque di tutte le persone che migrano attraverso il Mediterraneo“, di cui “la maggior parte fugge da conflitti violenti e dalla povertà”. De Dominicis ha ricordato il naufragio poco distante dalle coste di Lampedusa nella notte di Capodanno, che ha lasciato più di 20 dispersi, tra cui 5 donne e 3 bambini, e solo 7 sopravvissuti. Una tragedia arrivata “solo poche settimane dopo che un altro incidente mortale al largo dell’isola ha lasciato una bambina di 11 anni come unica sopravvissuta”.

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